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Facciamo sentire la nostra 6 corde acustica!

' vspace='4' hspace='4' style='float: left;'> Siamo tutti dei grandi esperti di chitarre acustiche, amplificazioni, effetti e quant'altro... o forse no? La cosa piu' necessaria per il chitarrista acustico e' FARSI SENTIRE, e farsi sentire BENE. Non e' cosi' immediato, vediamo i metodi di amplificazione attualmente in voga...

L'amplificazione della chitarra acustica
La chitarra acustica (in tutte le sue varie forme, da classica con corde di nylon a folk con corde bronzate a quella flamenco) ha un suo volume naturale che e' determinato dalla sua cassa armonica, volume che e' di gran lunga superiore a quello di una chitarra elettrica non amplificata. Le situazioni in cui e' pero' necessario amplificare lo strumento acustico sono varie. Ad esempio, suonando una chitarra acustica in un gruppo i cui strumenti sono amplificati dal P.A., rende obbligatoria l'amplificazione della chitarra stessa, in quanto a quel punto il suo volume naturale risulterebbe insufficiente. Ma non e' solo in questo caso che si deve intervenire: anche in un concerto a due, tre chitarre o anche una sola puo' essere necessaria l'amplificazione, dovuta magari ad esigenze ambientali della situazione in cui si tiene il concerto. Amplificare una chitarra acustica e' un procedimento piu' complicato rispetto a quello di una chitarra elettrica, in quanto gioca un fattore fondamentale il fatto di dovere ricreare con molta fedelta' il suono acustico dello strumento.Vediamo quindi quali sono i vari procedimenti per amplificare lo strumento acustico.

Uso dei microfoni

Attraverso i moderni impianti di amplificazione P.A. e' possibile riprodurre il suono di una chitarra acustica con assoluta fedelta'. Il migliore sistema rimane ancora oggi la microfonatura, anche se possono esserci limitazioni proprio dal vivo. I problemi che si possono riscontrare sono questi:
il tempo di lavoro che occorre nel piazzare il microfono nella posizione corretta e la relativa e accurata regolazione audio;
troppi movimenti da parte di chi sta suonando potrebbero causare sbalzi eccessivi di volume, in quanto ci allontana o avvicina troppo al microfono (anche se in alcuni casi si può usare creativamente questa situazione per regolare a proprio gusto il volume)
il pericolo di urtare il microfono, che potrebbe dare delle ''botte'' non indifferenti all'impianto di amplificazione, alzando il livello nevrotico del fonico.
Resta il fatto, come dicevo prima, che una buona microfonatura rende sicuramente piu' di qualunque altro sistema e proprio per questo motivo e' la più usata da chi vuole ottenere il massimo della sonorita'.

A volte puo' essere interessante piazzare anche due microfoni in posizioni diverse (uno davanti alla buca e l'altro su di un angolo della cassa armonica, ad esempio), calcolando che l'inclinazione, specialmente del microfono posto davanti alla buca, dara' piu' bassi se collocato sopra la sesta corda o piu' alti se collocato sotto la prima corda. Una posizione centrale sara' la piu' neutrale. La corretta posizione deriva anche dal tipo di chitarra che si sta usando, in quanto ogni strumento predilige una sua particolare gamma di frequenze nello spettro sonoro e di conseguenza puo' essere utile provare varie angolazioni per ricavare il migliore suono dallo strumento. Un ultima raccomandazione: la distanza del microfono e' molto importante in quanto potrebbe influire sul rientro dei suoni di altri strumenti. Se il microfono rimane lontano, per avere il giusto volume bisogna alzare il relativo controllo, e in questo caso si alzeranno anche altri eventuali suoni captati dal microfono stesso. Di contro, il microfono troppo vicino potrebbe non raccogliere la dinamica completa dello strumento. Provate quindi diverse posizioni e valutatene le migliori, sia come pulizia che come resa sonora creando un buon compromesso. Per ultimo, si puo' dire che molti problemi si riscontrano solo dal vivo, in quanto in sala di registrazione esistono vari fattori ambientali (suonare ad esempio in una stanza isolata da altri strumenti) che daranno una migliore pulizia e qualita' sonora nella microfonatura.

Uso dei Pick-ups magnetici

E' possibile installare sulla chitarra acustica un pick-up magnetico del tipo di quelli usati per le chitarre elettriche. Questo pick up risponde alla vibrazione della corda, ma viene influito in misura minima dalla cassa armonica e perciò e' poco utilizzato, in quanto il suono risultante sara' una via di mezzo tra il suono naturale dello strumento e il suono elettrico del pick up. Con questo sistema si perderanno molte delle qualita' timbriche della chitarra acustica. Consigliato solo nel caso si voglia spendere pochissimo senza intervenire con lavori di liuteria sul corpo dello strumento.

Trasduttori piezoelettrici

Attualmente, il sistema migliore per amplificare una chitarra acustica senza l'ausilio del microfono e' il trasduttore piezoelettrico. Esistono vari modelli e varie possibilita' di applicazione per questo tipo di pick-up. Il piu' classico consiste in un piccolo blocco di materiale cristallino o ceramico incapsulato in un involucro di metallo o di plastica, sulla cui superficie sono saldati due fili di uscita. Questo dispositivo viene attaccato alla tavola dello strumento e funziona sul principio dell'effetto piezoelettrico. Viene eccitato dalle vibrazioni che si propagano attraverso il legno della tavola della chitarra quando le corde sono in vibrazione, in pratica quando si suona. Queste eccitazioni permettono una fuga di elettroni al lato del trasduttore adiacente alla tavola, rendendo negative tutte le cariche di tale lato, quando la tavola vibrante si muove verso l'esterno. Quando quest'ultima si muove verso l'interno, gli elettroni migrano verso la superficie opposta, invertendo la polarita'. Queste variazioni verranno trasmesse sotto forma di corrente alternata attraverso i due cavi d'uscita. In alcuni casi il segnale potra' essere cosi' debole da rendere obbligatorio l'uso di un preamplificatore per potenziare il segnale stesso. Un pre per piezolettrico e' ben diverso da un normale preampli per elettrica, in quanto e' un piccolo circuito, che a volte adotta un equalizzatore, e puo' essere anche inserito all'interno dello strumento. Questo sistema riproduce il timbro acustico dello strumento con grande fedelta'. Il trasduttore puo' essere fissato alla superficie dello strumento con materiale adesivo o con delle viti, incorporato sotto il ponte (punto di massima vibrazione della tavola), oppure nel modo attualmente più in voga, cioe' direttamente sotto l'osso del ponte, caratteristico delle Ovation, delle Takamine, delle Yamaha, delle Godin e di molte altre marche.

Il feedback: come prevenirlo

Molti chitarristi acustici prediligono amplificare il proprio strumento sia attraverso l'uso dei trasduttori piezoelettrici, sia con l'uso dei microfoni, miscelando attraverso il mixer i vari suoni e ottenendo probabilmente le migliori sonorita' in assoluto. In ogni caso un problema da tenere sempre sotto controllo e' il feedback. Questo effetto, tanto caro a molti chitarristi elettrici, e' l'incubo in persona per quelli acustici. Per ovviare a cio', bisogna tenere innanzitutto lo strumento lontano dalle proprie casse e comunque mai di fronte alle stesse. Attenzione poi alle regolazioni di equalizzazione, in quanto il "fischio" tende a svilupparsi su determinate frequenze (specialmente gli acuti), mentre la tipica risonanza predilige le frequenze basse. Occorre poi verificare i tagli di frequenza nei riverberi, in quanto potrebbero creare delle risonanze molto fastidiose. Come al solito, e' consigliabile provare sempre la posizione dei microfoni durante il soundcheck, in modo da non avere sorprese all'ultimo momento durante l'esecuzione. L'amplificazione.

Sul mercato abbiamo oggi dei modelli di amplificatori costruiti per l'impiego con chitarre acustiche. La loro circuitazione e' adattata alle specifiche frequenze dei pick up piezoelettrici, siano questi preamplificati o no e in molti casi sono anche dotati di effetti interni, quali chorus e riverbero, e di mandate effetti, per collegare unita' esterne di modulazione, delay e riverbero. La qualita' del suono varia da un amplificatore all'altro, ma i piu' pignoli preferiscono senza ombra di dubbio la microfonatura o il collegamento in diretta al banco di mixaggio, sentendo quindi il proprio suono nelle spie. Per chi volesse comunque indirizzarsi sugli amplificatori ricordo i vari modelli per acustica della Trace Elliot, anche nei modelli di solo pre (sicuramente tra i migliori), la serie Acoustic della Marshall e i piu' recenti Compact della Audio Electric Research

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Commenti

Andrea

Sito web: www.goodysound.netsons.org

Caro Walter... purtroppo sono un fonico :D Scherzo... Concordo con quasi tutto ciò che hai detto. Di fatto i piezo molte volte rappresentano la salvezza. Soprattutto se consideriamo che microfonare una acustica non è proprio difficile... il problema sta nel fatto che pochi sono i chitarristi disposti a starsene seduti, e che a differenza dei cantanti pongono attenzione al cambiamento del suono in relazione a come spostano lo strumento... Sì... penso che l'eterna battaglia chitarristi fonici non avrà mai fine... o quasi :) ps.. almeno i chitarristi si risparmiano tiri e balletti improbabili dei cantanti ;)

Walter

Sito web: www.wguitars.it

Ed è un peccato perchè voi fonici lavorate male, o meglio, con meno stimoli (prendo la soluzione più comoda e veloce anche se meno stimolante in ordine alla ricerca di un sound migliore) e il chitarrista rimane ignorante in un ambito per forza di cose essenziale se lavora in studio...
Vero che una chitarra ha sfumature diverse a seconda di come (e dove) la si suona, ma vero anche che quello che si prova al naturale in una sala da concerto o a casa deve essere mediato per venire incontro alle esigenze dello strumento (microfono) che ne deve catturare la performance... W le battaglie fonici-resto-del-mondo!!! ^^


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