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Blog Compensazione tastiera
Avevo iniziato a parlarne qui , dove accennavo all'esperimento che stavamo conducendo con gli amici di Guitarbuilding.it Si cercava di stabilire se, tramite misurazione diretta, la compensazione della tastiera come normalmente viene applicata sia corretta o meno. Dicevo come la spaziatura tra i tasti, calcolata dividendo la lunghezza della corda per 17virgolaunpò, non è accurata; non lo è perchè non tiene presente tutta una serie di fattori (materiali, dimensioni delle corde, action e via dicendo) che influiscono non poco nel variare le distanze che sarebbero necessarie per avere OGNI CORDA ACCORDATA in ogni punto. Difatti nel tempo schiere di liutai si sono cimentati nel proporre schemi di compensazione semplici oppure estremamente elaborati per ovviare al problema. Tra gli ultimi posso citare il metodo Buzz-Feiten, utilizzato da Washburn sui modelli made in USA. Il problema, poi, è anche che noi occidentali abbiamo abituato il nostro orecchio a percepire come "intonati" determinati intervalli di frequenza, intervalli che ad un orecchio orientale suonano invece parecchio "fuori"... Insomma ma le nostre chitarre sono o non sono intonate? NI! Il metodo usato per determinare l'ottava e, di conseguenza, tutta la spaziatura dei tasti funziona bene; almeno sulla chitarra classica è così e non occorrono grandi compensazioni, senza dubbio più necessarie con le corde di metallo. Ma un orecchio sensibile sente inevitabilmente le scordature insite nel sistema, specie quando si suonano degli accordi. Continuando ad utilizzare un metodo costruttivo tradizionale, per quanto riguarda la tastiera, è comunque possibile migliorare la situazione compensando le distanze dei tasti e sagomando il ponticello (anche il capotasto può essere sagomato se necessario). Ma tutta questa operazione vale SOLO se: - l'action non viene più modificata - la muta di corde mantiene sempre gli stessi diametri delle corde - l'accordatura non viene variata Troppe variabili? Forse... ma se si è già sperimentato cosa vuol dire avere quella indefinibile sensazione di qualcosa che stona e quello che stona sei tu... beh, forse il gioco vale la candela. Per conto mio continuo ad affinare il mio schema di compensazione, che fin qui ha già lavorato bene, ma c'è sempre da migliorare! Articolo visitato 281 volteCommenti Nessun post presente.Inserisci qui il tuo commento |